Questo progetto video esplora la relazione tra la percezione individuale e l'ambiente socio-politico in cui essa si forma. Il lavoro si concentra su come le influenze sistemiche diventino normalizzate e integrate nel comportamento quotidiano, rimanendo spesso invisibili anche quando vengono vissute direttamente.
Le ideologie al potere hanno storicamente plasmato non solo le strutture politiche, ma anche i valori, le credenze, le economie, l'architettura e l'arte. Nel tempo, queste influenze diventano invisibili, assorbite in ciò che viene percepito come normale. Mentre seguiamo la routine di un individuo che si muove in un paesaggio urbano, un luogo che abita attivamente ma che evita persistentemente di vedere, miriamo a chiederci quanto siamo veramente consapevoli dell'ambiente in cui viviamo e quale ruolo assumiamo in esso.
L'individuo indossa una maschera antigas che crea una distanza fisica e psicologica tra lei e l'ambiente circostante. Indossando la maschera, il soggetto non nega l'esistenza del pericolo; al contrario, la maschera lo conferma. Tuttavia, invece di sollecitare l'azione o la resistenza, la maschera permette l'adattamento. Diventa uno strumento di normalizzazione, permettendo al soggetto di partecipare alla routine quotidiana senza affrontare la realtà sottostante. Sebbene ispirato ai recenti blocchi in Serbia, il progetto assume una forma universale riconoscibile oltre un luogo o un momento specifico. In definitiva, il progetto funge da domanda aperta: quanto siamo consapevoli dei sistemi che modellano la nostra realtà e come scegliamo di reagire o non reagire ad essi?





