Questo brano è ispirato dal contrasto tra desolazione e memoria, tra ciò che non è più presente e ciò che può ancora essere immaginato. Prendendo spunto dalla canzone di Francesco Guccini "Il vecchio e il bambino", la composizione si sviluppa come un paesaggio sonoro sospeso tra passato e presente, realtà e immaginazione.
In un primo momento, la musica evoca una terra ferita e desolata: una pianura spoglia segnata dal fumo e dal silenzio, quasi priva di vita. Gradualmente emerge la memoria, guidata dall'invito dell'anziano al bambino a immaginare ciò che un tempo esisteva - campi di grano, frutti e fiori, voci e colori. Attraverso i gesti strumentali e l'elettronica dal vivo, frammenti di queste immagini prendono forma: la pioggia, gli alberi e il lento ritmo delle stagioni, suggerendo una speranza fragile ma persistente.