La giungla non è un luogo di equilibrio per l'umanità, ma un sistema coerente in cui la presenza umana è fragile e insostenibile. Rappresenta sia l'origine che la minaccia: l'ambiente da cui è emersa la vita e quello in cui l'uomo moderno non può sopravvivere senza aiuto.
L'espansione umana è iniziata come risposta a questa vulnerabilità. La ricerca di un rifugio ha introdotto una distanza dal sistema naturale, permettendo la sopravvivenza attraverso la separazione piuttosto che l'integrazione. Le prime forme di insediamento hanno ridotto il pericolo immediato mantenendo la vicinanza alle risorse naturali, stabilendo una coesistenza innocua per entrambi. Nel tempo, la distanza si è trasformata in astrazione. La giungla ha smesso di essere vissuta come un sistema vivente ed è diventata una mera risorsa. Questa separazione ha permesso l'espansione senza un confronto diretto con le sue conseguenze, producendo un crescente squilibrio.
Mentre accelera, la densità, la saturazione e l'amplificazione superano i limiti sostenibili, trasformando la crescita in una forza destabilizzante. Il sistema si avvicina al collasso non attraverso una rottura improvvisa, ma attraverso un sovraccarico progressivo e impercettibile e un'erosione strutturale. Ciò che segue non è la scomparsa, ma la riconfigurazione. I sistemi naturali si riorganizzano secondo la propria logica. La domanda è: la causa principale di questa distruzione avrà un posto in questa riorganizzazione?
Questo progetto consiste in una pittura digitale stampata accompagnata da un brano musicale di 5 minuti composto per un quartetto di Soprano, Pianoforte, Tuba ed Elettronica dal vivo.




