Autore/i
Tâmisa Trommer (artista), Ana Sofía Vela Ramírez (compositrice)
Tecnica
Marmo di Carrara, tecnica mista e traccia sonora
Sede
Palazzo della Libertà

Damnatio memoriae significa "condanna della memoria" in latino e designa il tentativo ufficiale di cancellare una persona dalla storia. A Bergamo, la Casa Littoria -- edificio di epoca fascista oggi adibito ad attività pubbliche e culturali -- condensa questa tensione tra soppressione e persistenza del passato. Per Interscape, considero la Casa Littoria come un'ancora locale per intrecciare tre tipi di memoria: fascista, migrante e botanica. Come artista migrante la cui famiglia si è trasferita dalla Germania al Brasile tra le due guerre, mi avvicino a questo sito attraverso la lente dello spostamento: quali traiettorie vengono assorbite e "naturalizzate", quali sono percepite come una minaccia e quali svaniscono silenziosamente alla vista.

L'opera assume la forma di una "archeologia contemporanea": un blocco di marmo di Carrara che reca il fossile inciso in bassorilievo e dipinto di una Mirabilis jalapa. Il fossile è fittizio, suggerendo come la storia stessa possa essere modificata, ricostruita o messa in scena sulla superficie delle cose. Portata dalle Americhe intorno al 1540, la Mirabilis jalapa (bella di notte) fu introdotta in Europa come ornamento esotico e divenne in seguito una specie naturalizzata. Naturalizzare una pianta importata è una forma silenziosa di violenza che recide i suoi legami con il luogo e la storia botanica. In questo fossile immaginario, storie architettoniche, migranti e vegetali si incontrano: ciò che doveva essere assorbito, cancellato o sovrascritto rimane inscritto come una traccia ambigua.

Damnatio Memoriae
Damnatio Memoriae
Damnatio Memoriae
Damnatio Memoriae
Damnatio Memoriae
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Damnatio Memoriae
Damnatio Memoriae
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